Le parole dei protagonisti del Vertical Kilometer

DolomythsRun Vertical

Luka Kovacic, primo classificato - «Se devo scegliere fra questa vittoria e quella conquistata nel 2020, direi senza esitazioni che quella di oggi vale qualcosa in più, perché l’ho conquistata dopo in una sfida confezionata con una partenza simultanea per tutti e perché la volata finale con Alex è stata incredibile. Sapevo che era un avversario temibile e ho cercato più volte di allungare, ma lui ha sempre spinto forte e mi è rimasto attaccato fino all’ultimo metro. Con una “mass start” non si possono fare calcoli di alcun genere, bisogna solo partire con il massimo del gas per non farsi assorbire dal gruppo e sperare di reggere fino alla fine. In quanto al tempo finale non è dei migliori, ma oggi contava solo vincere e comunque con questo caldo e con un sentiero in condizioni non ottimali era difficile fare meglio»
Alex Oberbacher, secondo classificato - «Sono contento di questo piazzamento, perché il livello in questa gara è sempre molto alto. Sono rimasto per tutta la gara nel gruppetto di testa e appena ho visto che Delorenzi era in difficoltà l’ho superato per non perdere terreno. Avrei voluto passare davanti a Luka dopo la Sa Forcella, ma anche lui aveva in mente di accelerare in quel punto e quindi non sono riuscito nel mio intento. Era sempre lì, a tre metri da me, ma non ha mai mollato. Ci riproverò il prossimo anno».
Armin Larch, terzo classificato - «Non mi sarei aspettato di salire sul podio, questo lo considero un gran bel risultato. La gara è molto dura, ma l’avevo già affrontata lo scorso anno e quindi stavolta sapevo cosa mi attendeva. Ho avvertito buone sensazioni per l’intera salita, ma onestamente i primi due non avrei mai potuto raggiungerli. Va bene così».

Jessica Pardin, prima classificata - «Temevo molto Victoria e quindi sono partita forte fin dallo start, cercando di mollare mai, nemmeno per un attimo, la prima posizione e alla fine ci sono riuscita. Questo successo mi ripaga anche della delusione alla prima partecipazione, quando non riuscì a tagliare il traguardo: esserci riuscita, ed aver vinto, nobilita la mia intera stagione estiva. Adesso penso già alla skyrace di domenica, anche in questo caso il primo obiettivo è arrivare in fondo e capire a che livello sono rispetto alle tante big che troverò al via».
Victoria Kreuzer, secondo classificata - «Per questo è un risultato importante, perché sono tornata a correre la settimana scorsa dopo tre di stop totale a causa del Covid-19 e perché, proprio per questo, all’inizio della salita le sensazioni non era per nulla buone. Non avevo idea di come mi sarei comportata e quindi ho pensato solo a correre senza badare troppo al tempo e alle avversarie, cercando di non partire troppo forte per non rischiare. In quanto al tempo non è fra i miei migliori, ma ogni volta cambiano le condizioni meteo, la temperatura, il fondo su cui si corre e quindi fare dei paragoni non ha molto senso».
Carlotta Uber, quarta classificata - «Sono soddisfattissima, perché sono arrivata qui animata dalla sola voglia di divertirmi. Fra il resto questa primavera mi sono infortunata e sono rimasta ferma parecchie settimane, scegliendo poi la bicicletta per recuperare la condizione fisica, una scelta che ha pagato. Sono partita lenta, troppo lenta in verità, e mi sono persa subito in fondo al gruppo, ma poi ho cominciato a superare le concorrenti e ad un certo punto mi sono resa conto che avevo quasi raggiunto la terza, ma purtroppo era ormai troppo tardi per dare l’assalto e podio. Magari se fossi partita un po’ più aggressiva… Sarà per la prossima volta».